Nel buio della notte,
seduta sull'orlo di un precipizio,
ammiro la bellezza della luna, il suo pallore è come il viso della morte,
che affamata di anime attraversa l'aria contaminandola...
Niente... solo oscuri pensieri che affliggono la mia mente
grigie lame di metallo che perforano la mia anima,
sangue che scorre lungo il mio corpo..
Niente é più importante;
il cammino da seguire è lungo,ma non riesco più a vedere,
non riesco più a capire, non posso più correre.
Morfeo mi avvolge nel suo mantello ramato, lacrime morte
scendono dal cielo illuminato dalla triste luna,
mentre il vento sfiora il mio corpo e
la solitudine mi trascina nella valle della morte...
Niente è più importante
ho perso ogni speranza, il fuoco della vita brucia
il mio spettro,
nulla esiste oltre ai sogni, mondi fantastici che cancellano la realtà...

 

   

Ombra silente specchio della mia anima vuota,
persa nel desiderio di una luce che cancelli quest'opaco riflesso.
Visioni di un passaggio di luce,
oscurato da mura nella mia mente,
pochi bagliori che rischiarano la mia via per brevi tratti,
presto i miei occhi non percepiranno più luce accecati dalla paura,
paura che ancora una volta la luce tanto sognata si riveli solo il un gioco del fato,
il quale ghignando poggia sul mio sentiero una candela,
che al mio passaggio spegne con un soffio di malinconia,
lasciandomi ancora una volta nell'ombra.
Guardando avanti una valle di ombra si prospetta come un'interminabile distesa di lacrime,
è il momento che tanto attendevo.
Il nulla assalirà ogni speranza .
Tutto ciò che sono imploderà su se stesso in un fragore di pensieri,
ne una lacrima, ne un momento di rimorso solo la delusione di un fallimento.
Del mio Io non resterà nulla e la mia anima si oscurerà in un mare di nera luce.

 

 

Seguire il vento. E sentirlo correre fra i miei capelli.

In una notte con te, seguii con lo sguardo la stella più minuscola che vibrava nel cielo.

Il buio riempiva il silenzio, come manto avvolgeva e proteggeva il mio respiro.

Sentii un senso di calma. Quella calma che permette di dimenticare.

Abbiamo sempre qualcosa da porre nello scrigno dell'oblio.

Un viso. Parole. Un gesto.
Brandelli di un mosaico a volte troppo triste per venir ricomposto.

Un senso di quiete interiore.

Le tue mani bianche scivolavano sul mio viso cercando di disegnare quell'identità forse perduta.

Con gli occhi chiusi mi lasciai trasportare dal tepore delle tue speranze.

Sogni farciti d'aria e segreti. Mi guardavi quasi volessi ingoiare i miei drammi.

La tua pelle così vicina alla mia mi fece dimenticare quella solitudine.

Che tu conoscevi. Che tu conoscevi.

Poi l'alba giunse, insinuandosi lieve. Ricordi i miei occhi?

Quando mi dicesti in un sussurro che quasi a stento riuscii a sentire "è questo l'attimo".

E tutt'attorno fu avvolto di una luce tiepida corallo. Ricordo come il tuo viso si tinse di quei riflessi.

Sfiorai l'erba appena umida con le dita.
Volevo farti sentire la mia freschezza.

E ascoltai il mio battito stranamente regolare.

L'aria vociava il suo alito sopra i nostri corpi.

Quasi sospensione. La dimensione di una terra non ferma.

Ricordi quando ti dissi che "tutto sarà solo un triste ricordo"?

Ti fermasti e lungamente mi guardasti negli occhi,
quasi volessi incidere quel momento per renderlo eterno.

Poi venne il giorno, e il sole si limitò soltanto a sorridere.

Strizzai gli occhi per la troppa luce..
e così conoscesti anche questa mia sensibilità.

Mi appoggiasti il tuo palmo delle mani sui miei occhi, sul mio sguardo e mi dicesti "voliamo via".

Poi, non ricordai più nulla.

 

Mi guardo allo specchio e vedo il riflesso dei miei peccati...

é la condanna all'oscurità più sfrenata...
Mi disturba, è la malinconia perenne che non mi lascia mai..
Torna da me dolce illusione d'amore,

bambino dal cuore malvagio, bellissimo e maledetto...
La salvezza è solo un irraggiungibile utopia,
la intravedo fra le pagine di un libro che brucia

tra le fiamme della mia disperata follia..
Il fanciullo con l'inferno negli

occhi tace ancora e lacera la mia speranza,
fa sanguinare il buio che c'è in me...

Chiudo gli occhi e lo posso vedere, una pozza di sangue che mi soffoca e urla il suo nome..
Più dolorosa di una pugnalata la tua fredda indifferenza,

mi nutro del tuo cinismo, faccio tesoro del tuo odio gratuito,

schegge di follia mi inseguono..

Segreta tra le ombre del tuo sogno,  bramo lo sciogliersi delle mie labbra sulla neve della tua pelle..  e se è indegna questa luna, crudele, di sfiorarti stanotte con il suo argento, io sono dunque così turpe? Tanto che il tuo Dio mi allontana dal suo angelo, o la serpe mi condanna all'inferno in questo mondo. Una maledizione... non poter conoscere il profumo del paradiso sui tuoi capelli.. il nettare delle tue labbra, ma prego la notte che tu rivolga lo sguardo al cielo prima che sia livido,  e io possa vedere i tuoi occhi riflessi nello specchio delle stelle.

HOME