Nicholas Sparks
" Le parole che non ti ho detto"

- 22 Luglio 1997 -

Mia adorata Catherine, mi manchi amore come sempre, ma oggi e più dura del solito, perché il mare ha cantato per me, e la canzone era quella della nostra vita insieme. Mi sembra di averti accanto, mentre scrivo questa lettera e sento il profumo dei fiori di campo che mi hanno sempre ricordato te. Ma ora queste cose mi lasciano indifferente. Le tue visite si sono diradate, e a volte ho la sensazione che la parte più importante di me stia scivolando lentamente via. Eppure mi sforzo. Di notte, quando sono solo, ti chiamo, e tutte le volte che il mio dolore giunge al culmine, riesci ancora a trovare il modo per tornare da me. Ieri notte ti ho vista in sogno, sul molo vicino a Wrightsville Beach. Il vento ti soffiava tra i capelli e nei tuoi occhi c’èra ancora il bagliore del sole al tramonto. Resto colpito vedendoti lì, appoggiata alla balaustra. Come sei bella, di una bellezza che non ho mai trovato in nessun’altra donna. Lentamente m’incammino verso di te e quando alla fine ti volti e guardi, mi accorgo che anche gli altri ti stanno osservando. “La conosci” sussurrano invidiosi, e mentre mi sorridi, rispondo con la pura verità, “Più del mio cuore”. Ti raggiungo e ti prendo fra le braccia. Anelo a questo momento più di qualsiasi altro. E’ ciò per cui vivo, e quando tu rispondi al mio abbraccio mi abbandono a questo momento, finalmente di nuovo in pace. Sollevo la mano e ti sfioro la guancia, e tu pieghi la testa e chiudi gli occhi. Le mie mani sono ruvide sulla tua pelle morbida, e per un attimo mi chiedo se ti tirerai indietro, ma so che non sarà così. Non lo hai mai fatto, ed in momenti come questi che capisco lo scopo della mia vita. Io sono qui per amarti, per stringerti tra le braccia, per proteggerti. Sono qui per imparare da te e ricevere in cambio il tuo amore. Sono qui perché non c’è nessun altro posto in cui vorrei essere. Ma poi, come al solito, mentre siamo vicini incomincia a levarsi la nebbia. Dapprima è una bruna lontana, che sale all’orizzonte, e io sono sempre più impaurito a mano a mano che si avvicina. Si insinua lentamente, avvolgendo il mondo intorno a noi, accerchiandoci come per impedirci di fuggire. Come una nube, inghiotte tutto, si fa più vicina, finchè non resta null’altro all’infuori di noi due. Sento un nodo alla gola e gli occhi mi si riempiono di lacrime, perché so che per te è venuto il momento di andare. Lo sguardo che mi lanci in quest’istante mi perseguita. Sento la tua tristezza e la mia solitudine, e il dolore nel mio cuore, che si è calmato solo per poco, si fa più forte quando mi lasci. Poi apri le braccia e indietreggi nella nebbia, perché quello è il tuo posto, non il mio. Vorrei seguirti, ma mi rispondi scuotendo la testa perché sappiamo entrambi che è impossibile. E’ con il cuore a pezzi rimango a guardarti mentre sparisci piano piano. Cerco disperatamente di ricordare ogni particolare di questo momento, ogni particolare di te. Ma presto, sempre troppo presto, la tua immagine svanisce e la nebbia ritorna da dove è venuta, e io resto solo sul molo e non importa di ciò che pensano gli altri mentre chino la testa e piango, piango, piango. Garrett

- 6 Marzo 1994 -

Mia amata Catherine, dove sei? E’ perché, mi chiedo mentre siedo in una casa buia, ci hanno costretto a separarci? Non conosco la risposta a queste domande, per quanto mi sforzi di comprendere. La ragione è semplice, ma la mia mente mi obbliga a scartarla, e l’angoscia tormenta ogni ora della mia veglia. Senza di te sono perduto. Non ho anima, sono un vagabondo senza casa, un uccello solitario che vola senza meta. Sono tutte queste cose e non sono nulla.Questa è la mia vita senza di te, tesoro mio. Vorrei con tutto il cuore che mi insegnassi come ricominciare a vivere. Cerco di ricordare come eravamo un tempo, sul ponte spazzato da vento della Happenstance. Ricordi come ci lavoravamo insieme? Mentre la ricostruivamo, siamo diventati parte dell’oceano, perché sapevamo era stato l’oceano farci incontrare. In momenti come quelli capivo il significato della vera felicità. Di notte navigavamo sul mare oscuro, e guardavo il chiaro di luna riflettere la tua bellezza. Ti guardavo ammaliato, e in cuor mio sapevo che saremmo rimasti insieme per l’eternità. E’ sempre così, mi chiedo, quando due persone si amano? Non lo so, ma se la mia vita da quando mi sei stata portata via può servire da inizio, credo di conoscere la risposta. D’ora in poi, so che sarò solo. Penso a te, ti sogno, ti evoco quando ho più bisogno di te. E’ tutto ciò che posso fare, ma non mi basta. Non sarà mai abbastanza, lo so, ma che altro mi resta? Se fossi qui, me lo diresti tu, ma anche questo mi è stato sottratto. Tu avevi sempre le parole adatte per alleviare il mio dolore. Sapevi sempre come farmi sentire bene. E’ possibile che tu sappia come mi sento senza di te? In sogno mi fa piacere pensare di si. Prima di incontrarci, vagavo per la vita senza una direzione, senza una ragione. So che, per qualche motivo, ogni paso che ho fatto da quando ho imparato a camminare era un passo verso di te. Eravamo destinati ad incontrarci. Ma ora, solo in questa casa, sono giunto alla convinzione che il destino può ferire una persona con la stessa forza con cui può benedirla, e mi ritrovo a domandarmi perché, fra tutte le persone del mondo che avrei potuto amare, dovevo innamorarmi di una donna che mi sarebbe stata portata via. Garrett

- 25 Settembre 1995 -

Cara Catherine, è passato un mese da quando ti ho scritto, ma sembra molto di più. Adesso la vita scorre come il paesaggio fuori da finestrino di una macchina. Respiro, mangio e dormo come sempre, ma nella mia esistenza non c’è un vero scopo che richieda una partecipazione attiva da parte mia. Continuo a galleggiare sulla corrente, come i messaggi che ti scrivo. Non so dove sto andando, né quando ci arriverò. Nemmeno il lavoro riesce a scacciare il dolore. Vado sott’acqua per mio piacere personale, oppure insegno ad altri come farlo, ma quando torno al negozio mi sembra vuoto senta di te. Sbrigo il mio lavoro come ho sempre fatto, ma ancora adesso a volte mi volto e ti chiamo senza pensarci. Mentre ti scrivo queste righe, mi chiedo quando queste cose cesseranno. Senza te fra le braccia, sento il vuoto nella mia anima. Mi ritrovo a cercare il tuo viso nella folla: so che è impossibile, ma non posso farne a meno. La mia ricerca è un’impresa interminabile, destinata ala fallimento. Tu e io avevamo parlato di ciò che sarebbe accaduto se le circostanze ci avessero separati, ma non posso mantenere la promessa che ti ho fatto quella notte. Mi spiace, amore mio, ma non ci sarà mai nessun altra a sostituirti. Le parole che ti ho sussurrato erano follia, e me ne sarei dovuto accorgere allora. Tu e tu soltanto, sei l’unica cosa che abbia mai agognato, e adesso che te ne sei andata non desidero trovare nessun’altra. Finchè morte non ci separi, abbiamo mormorato all’altare, e sono giunto a credere che quelle parole saranno vere fino al giorno in cui anch’io me ne andrò da questo mondo. Garrett

- Alla donna più bella che io conosca. Adesso che sono di nuovo solo, nulla è più come prima. Il cielo è più grigio, l’oceano più minaccioso. Farai tornare ogni cosa al suo posto? L’unico modo di farlo è tornare da me. Mi manchi, Garrett

- Cara Theresa, Puoi perdonarmi? In un modo che comprendo di rado, i enti del destino soffiano quando non c’è lo aspettiamo. A volte hanno la furia di un uragano, a volte sono lievi come brezze. Ma non si possono negare, perché spesso portano un futuro impossibile da ignorare. Tu, mia cara, sei il vento che non mi aspettavo, il vento che ha soffiato più forte di quanto potessi mai immaginare. Tu sei il mio destino. Mi sbagliavo, eccome, ignorando ciò che era ovvio, e ti supplico di perdonarmi. Come un viaggiatore prudente, cercavo di proteggermi dal vento, e invece perdevo la mia anima. Sono stato uno sciocco a ignorare il mio destino, ma anche gli sciocchi hanno dei sentimenti, e mi sono accorto che sei la cosa più importante che ho al mondo. So di non essere perfetto. Negli ultimi mesi ho commesso più errori di quanti ne facciano altri in una vita intera. Ho sbagliato, agendo come ho fatto quando ho trovato le lettere, come pure ho sbagliato nascondendo la verità su ciò che provavo riguardo al mio passato. Mentre ti rincorrevo lungo la strada e di nuovo quando ti ho vista partire all’aeroporto, ho compreso che avrei dovuto tentare di fermarti con più energia. Ma soprattutto ho sbagliato a negare ciò che nel mio cuore era ovvio: che non posso stare senza di te. Avevi ragione su tutto. Quando eravamo seduti in cucina, ho cercato di negare le cose che dicevi, anche se sapevo che erano vere. Come un uomo che durante un viaggio si guarda solo alle spalle, ignoravo ciò che mi stava davanti. Mi mancava la bellezza di un’alba, lo stupore e l’aspettativa che rendono meravigliosa la vita. Mi sbagliavo era solo un prodotto della mia confusione e me ne sarei voluto rendere conto prima. Adesso, però, con lo sguardo fisso al futuro, vedo il tuo viso e sento la tua voce, sicuro che questa è la via che devo seguire. Il mio desiderio più profondo e che tu mi dia un’altra possibilità. Come forse avrai immaginato, mi auguro che questa bottiglia compia la stessa magia, come fece già una volta, e ci riporti insieme. Nei primi giorni dopo la partenza, volevo convincermi di poter andare avanti come prima Ma non era possibile. Ogni volta che guardavo tramontare il sole, pensavo a te. Ogni volta che passavo accanto al telefono, anelavo a chiamarti. Anche quando uscivo in barca non potevo fare altro che pensare a te e ai momenti meravigliosi passati insieme. Nel mio cuore sapevo che la mia vita non sarebbe più stata la stessa. Ti volevo di nuovo con me, più di quanto credessi possibile, ma ogni volta che ti ricordavo, continuavo a sentire le tue parole durante la nostra ultima conversazione. Per quanto ti amassi, sapevo che la cosa non avrebbe funzionato, se tutti e due non avessimo avuto la certezza che avrei integralmente seguito il cammino che avevo di fronte. Continuavo ad essere tormentato da questi pensieri, finchè ieri notte ho trovato la risposta. Spero che, dopo avertela spiegata, abbia anche per te la stessa importanza che ha avuto per me. Nel mio sogno ero sulla spiaggia con Catherine, nello stesso punto dove ti ho portato dopo il nostro pranzo da Hank’s. Il sole splendeva, riflettendosi scintillante sulla sabbia. Camminavamo l’uno di fianco all’altra, e lei ascoltava attenta mentre le parlavo di te, di noi, dei momenti meravigliosi che avevamo vissuto insieme. Infine dopo un attimo di esitazione, ho ammesso di amarti, ma di sentirmi in colpa per questo. Lei non ha risposto subito, ma ha continuato a camminare finchè, voltandosi verso di me, mi ha domandato: “Perché?” io risposi: “Per amor tuo”. Di fronte alla mia risposta lei ha sorriso con paziente divertimento, come era solita fare prima di morire. “Oh, Garrett”, ha detto infine, accarezzandomi dolcemente il viso, “ chi credi sia stato a portare le bottiglie fino a lei?” Quando mi sono svegliato mi sentivo vuoto e solo. Il sogno non mi aveva dato conforto. Al contrario, mi faceva stare male per quello che aveva fatto a noi due, e mi sono messo a piangere. Quando infine mi sono ripreso, sapevo ciò che dovevo fare. Con mano tremante, ho scritto due lettere: quella che hai in mano ora e quella a Catherine, in cui la salutavo definitivamente. Oggi uscirò con la Happenstance per mandargliela, come ho fatto con tutte le altre. Sarà la mia ultima lettera; a modo suo Catherine mi ha detto di andare avanti, e ho deciso di dare ascolto non solo alle sue parole, ma anche al mio cuore, che mi porta da te. Oh, Theresa, mi spiace, mi spiace tanto di averti fatto del male. Verrò a Boston la settimana prossima nella speranza che tu possa trovare il modo di perdonarmi. Forse è troppo tardi. Non lo so. Theresa, ti amo e ti amerò sempre. Sono stanco di essere solo. Vedo i bambini piangere e ridere mentre giocano sulla sabbia e mi rendo conto di voler dei figli da te. Voglio guardare Kevin crescere e diventare un uomo. Voglio tenerti la mano e vederti piangere quando infine si sposerà, voglio baciarti quando i suoi sogni si realizzeranno. Se vorrai mi trasferirò a Boston, perché non posso andare avanti così. Senza di te sono stanco e triste. Mentre sto seduto qui in cucina, prego che tu mi permetta di tornare da te, questa volta per sempre. Garrett.

- Mio Adorato, è passato un anno da quando mi sono seduta con tuo padre in cucina. E’ notte fonda, e anche se scrivere mi riesce difficile, sento che è venuto il momento di dare finalmente risposta alla tua domanda. Certo che ti perdono. Ti perdono ora e ti ho perdonato appena ho letto la lettera. Nel mio cuore non avevo altra scelta. Lasciarti una volta è stato difficile; doverlo fare una seconda, sarebbe stato impossibile. Ti amavo troppo per lasciarti andare di nuovo. Anche se ancora soffro al pensiero di come sarebbe potuta essere la nostra vita, ti sono grata di essere entrato nella mia anche solo per un breve periodo. Agli inizi pensavo che il destino ci avesse uniti per aiutarci per superare il tuo dolore. Ma adesso, a un anno di distanza, sono giunta alla conclusione che fosse esattamente l’opposto. Per l’ironia della sorte mi trovo nella tua stessa situazione la prima volta che ci siamo incontrati. Mentre scrivo combatto con il fantasma di qualcuno che ho amato e perduto. Adesso comprendo meglio le difficoltà che dovevi affrontare, e mi rendo conto di quanto fosse duro per te. A volte il dolore mi annienta, e sebbene sia consapevole che non ci rivedremo più, una parte di me vorrebbe rimanere aggrappata a te per sempre. Sarebbe facile farlo, perché amando un altro il mio ricordo di te potrebbe affievolirsi. Ma è proprio questo il paradosso:anche se mi manchi immensamente, proprio grazie a te non temo il futuro. Dato che sei riuscito ad innamorarti di me, mi hai dato speranza. Mi hai insegnato che, per quanto sia grande il dolore, si può continuare a vivere. E, a modo tuo, mi hai indotto a credere che l’amore vero non può essere negato. In questo momento non credo di essere ancora pronta, ma questa è la mia scelta. Non biasimare te stesso. Grazie a te nutro la speranza che un giorno la mia tristezza sarà sostituita da qualcosa di bello. Grazie a te, ho la forza di andare avanti. Non so se i morti possano tornare su questa terra e muoversi invisibili tra coloro che li hanno amati, ma, se fosse possibile, allora so che sarai sempre con me. Ascoltando l’oceano sentirò la tua voce; quando una brezza fresca mi accarezzerà la guancia, sarà il tuo spirito che mi passa accanto. Tu non te ne sei andato per sempre, a prescindere da chi entrerà nella mia vita. Tu sei con Dio, accanto alla mia anima, e mi guidi verso un futuro che non so prevedere. Questo non è un addio, mio amato, ma un ringraziamento. Grazie di essere venuto nella mia vita e di avermi dato gioia,grazie di avermi amata e di avere accettato in cambio il mio amore. Grazie per i ricordi che custodirò per sempre nel mio cuore. Ma soprattutto grazie per avermi mostrato che verrà un tempo in cui sarò infine capace di lasciarti andare.
Ti Amo, T.