Sabbie Mobili

Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

J. PREVERT

Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.

Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.


Kalhil Gibran

Se Dio mi concedesse un brandello di vita,
vestito con abiti semplici, mi sdraierei, al sole
e lascerei a nudo non solo il mio corpo
ma anche la mia anima.

Dio mio, se avessi cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio
e aspetterei che si alzasse il sole.

Dipingerei le stelle con un sogno di Van Gogh.
con un poema di Benedetti, una canzone di Serrat
sarebbe la mia serenata alla luna.

Bagnerei con le mie lacrime le rose
per sentire il dolore delle spine
ed il bacio vermiglio dei petali.

Dio mio, se io avessi ancora un brandello di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che io amo, io amo la gente.

Convincerei ogni uomo ed ogni donna
che sono i miei favoriti
e vivrei innamorato dell'amore.

E dimostrerei agli uomini quanto sbagliano
quando pensano di smettere di innamorarsi
quando invecchiano senza sapere che invecchiano
quando smettono di innamorarsi.

Darei ad ogni bambino le ali
ma lo lascerei imparare, da solo, a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte
non arriva con la vecchiaia ma con l'oblio.

Ho imparato molte cose da voi, dagli uomini...
Ho imparato che tutti, al mondo,
vogliono vivere in cima alla montagna
senza sapere che la vera felicità
sta in come si sale la china.

Ho imparato che quando un neonato afferra,
per la prima volta, con il suo piccolo pugno,
il dito di suo padre, lo terrà prigioniero per sempre.

Ho imparato che un uomo
ha diritto di guardare un'altro uomo
dall'alto verso il basso solo quando lo aiuta a rialzarsi.

Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi
ma non mi serviranno davvero più a molto
perchè quando guarderanno in questa mia valigia,
infelicemente io starò morendo.

Gabriel García Márquez

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste

- Hermann Hesse



Immagini e Poesie -pag 2

pag1- pag2-pag3-pag4 -pag5 -pag6-pag7-pag8-pag9-pag10-pag11-pag12

 

LA PIOGGIA DEL PINETO

(di Gabriele d' Annunzio)

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che non dici
umane; ma odo
parole piu' nuove
che parlano gocciole e foglie lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove  sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su  i  nostri vestimenti
leggieri,
su i  freschi pensieri
che l' anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude
o Ermione.
Odi ? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell' aria
secondo le fronde
piu' rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha il suono, e  il mirto
altro suono, e il ginepro                
altro ancora, strumenti                    
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi,
e il tuo volto ebbro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta , ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
piu' sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
piu' roco
che di laggu' sale,
dall'umida ombra remota
Piu' sordo e piu' fioco
s'allenta, si spegne
risorge, trema, si spegne.
Non s' ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
piu' folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell' aria
e' muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell' ombra piu' fonda.   chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove  su le tue ciglia, nere
si' che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma  quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita e' in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto e' come pèsca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l' erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c' intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude novella,
su la favola  bella
che ieri
m' illuse, che oggi t' illude,
o Ermione.


 
 

 

SONETTO DEL DOLCE LAMENTO

Ho paura di perdere il prodigio
dei tuoi occhi di statua, e quella nota
che di notte depone sul mio viso
il tuo respiro, solitaria rosa.

Ho dolore a vedermi in questa sponda
albero senza rami: e più mi angoscia
non possedere fiore, polpa o argilla,
da dare al verme della mia agonia.

Se tu sei il mio nascosto tesoro,
se mi sei croce e spasimo bagnato,
se sono il cane e tu sei il mio signore,

non mi togliere ciò che ho conquistato
e le acque del tuo fiume siano adorne
di foglie del mio autunno stralunato.

Federico Garcia Lorca

 
 


 



Ti do me stessa, le mie notti insonni, i lunghi sorsi di cielo e stelle bevuti sulle montagne, la brezza dei mari percorsi verso albe remote.
(C. Govoni)

" E' difficile cancellare le tracce profonde
che gli avvenimenti lasciano nella nostra anima.
Siamo il risultato del nostro passato,
siamo la vita stessa che ci e' cresciuta dentro
come il frutto di una pianta,
con i colori, i profumi, le imperfezioni
che i venti e le piogge hanno impresso sulla sua superficie.
Noi siamo il nostro passato e dimenticarlo
e' l'impresa piu' difficile del mondo.
Sta in noi scegliere se diventare uomini nuovi
o rimanere vecchi come i nostri anni e i nostri ricordi."

Romano Battaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vuoi trovare l'arcobaleno...
devi sopportare la pioggia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pag1- pag2-pag3-pag4 -pag5-pag6-pag7-pag8-pag9-pag10 -pag11-pag12