Perle di Saggezza Vedica- pag 3

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Noi siamo ciò che i nostri pensieri ci hanno fatto diventare; perciò sta' attento a ciò che pensi. Le parole sono secondarie. I pensieri vivono e vanno lontano.

(Swami Vivekananda)


Quella luce che rifulge al di là del cielo,
al di là dell’universo, al di sopra di tutte le cose,
al di là dei mondi supremi fra i supremi,
quella è proprio la stessa luce che brilla nell’intimo dell’uomo.

Chandogya Upanishad

LA SAGGEZZA
La saggezza non è più saggezza quando diviene troppo orgogliosa per piangere, troppo grave per ridere,
e troppo piena si sé per chiedere aiuto.
Kahlil Gibran

LO SPECCHIO DELLA VITA
Ogni cosa nella nostra vita riflette il punto in cui ci troviamo nel processo di maturazione, unificazione ed equilibrio. Possiamo usare tutto ciò che accade esternamente come uno specchio che ci aiuta a vedere quelle aree dentro di noi che hanno più bisogno di cure per maturare.

Ogni qualvolta abbiamo un problema, soprattutto se si tratta di un problema cronico e ricorrente, si tratta sempre di una freccia che punta verso un qualche aspetto della nostra psiche, al quale dobbiamo rivolgere maggiore consapevolezza.

Se accettiamo il principio che la vita cerca sempre di insegnarci esattamente ciò che abbiamo bisogno di imparare, possiamo vedere tutto quello che ci accade come un dono. Perfino le esperienze che sono spiacevoli e dolorose, contengono un'importante chiave per la nostra guarigione, completezza e prosperità.

Possiamo avere delle difficoltà a capire cosa lo specchio della vita stia cercando di mostrarci, ma se domandiamo con sincerità di conoscere il dono nascosto in ogni esperienza, questo ci sarà rivelato, in un modo o nell'altro.

Shakti Gawain

Anche se una persona è priva d'istruzione, l'ascolto dei saggi gli sarà di sostegno nell'avversità. Le parole proferite dalle labbra degli uomini integri sono come un sicuro punto d'appoggio su un terreno sdrucciolevole.

Tirukkural XLII, 414-415

Si dice che queste due vie, la luce e l'oscurità, siano eterne e che conducano alcuni alla liberazione e altri alla rinascita. Una volta conosciute queste due vie, Arjuna, non puoi più ingannarti; raggiungi questa conoscenza con la perseveranza nello yoga. Vi è merito nello studio delle scritture, nel volontariato, nell'austerità e nella pratica della carità, ma la meditazione ti trasporta al di là di tutto questo.


Bhagavad Gîtâ VIII, 26-28

Quanti legami di cuore una persona via via stringe, altrettante spine di dolore via via le si ficcano nell'anima.

Subhashita-ratna-bhandagaram

Invero la conoscenza è meglio della pratica meccanica (del rito religioso); meglio della conoscenza è la meditazione; ma meglio ancora è l'abbandono dell'attaccamento ai risultati (delle proprie azioni), perché a questo fa seguito la pace immediata.

Bhagavad Gîtâ XII, 12

Risulta che l'amore è la radice del dolore dell'anima; in conseguenza dell'amore gli esseri umani concepiscono un attaccamento e cadono preda del dolore.

Bhâminîvilâsa

Il cuore percepisce il mondo esterno, composto di terra, d'acqua, di fuoco, d'aria e di spazio. È vittima delle simpatie e delle antipatie, del piacere e del dolore, dell'illusione e del dubbio. Conosce tutte le sottigliezze del linguaggio, gode del ballo, della musica e di tutte le arti; si diletta dei sensi, rievoca il passato, legge le scritture ed è in grado di agire. Questo è il cuore, la persona interna.

Atma Upanishad

Quando si raggiunge la concentrazione, la mente è come la fiamma di una lampada collocata in un luogo senza vento: non vacilla.

Bhagavad Gîtâ VI, 19

Desideroso di vedere Maya, ottenni la grazia d'una visione: una goccia d'acqua si gonfiò, diventò una fanciulla, poi una donna che partorì un figlio. Appena nato, la madre lo prese e lo divorò. Parecchi altri bambini nacquero e furono ugualmente divorati. E tutto ciò che entrava nella sua bocca svaniva nel vuoto. Essa mi mostrava così che tutto è nulla. E sembrava dire: «Vieni a me, confusione! Vieni a me illusione!».

Ramakrishna

Proprio come una pietra, un albero, una paglia, il grano, una stuoia, un panno, una tazza e e così via, una volta combusti, ritornano alla terra da cui sono venuti, così anche il corpo ed i relativi organi di senso, bruciando nel fuoco della comprensione, si trasformano in conoscenza e si assorbono nel Brahman, come l'oscurità nella luce del sole.

Shankaracharya

Tu non sei separato da quell'illusione, tu sei l'illusione. Se un'illusione se ne va, viene sempre sostituita da un'altra illusione. Perché? Perché la fine dell'illusione è la fine di «te»; quella è la morte. La fine della credenza è la fine del «tu» che c'è là; così, quella non è la morte, poetica e romantica, «di morire ai tuoi ieri». La morte fisica è l'unico modo con cui scarichi via tutto ciò che tutta la tua cultura ha messo là dentro.

Uppaluri Gopala Krishnamurti

Vivi nel mondo come un'anatra, che sta nell'acqua ma se la scrolla via. Vivi nel mondo come una tinca, che vive nel fango, ma ha le squame sempre pulite e lucenti.

Ramakrishna


In questo mondo cieco non si fermano i sapienti là dove una pietra preziosa e un pezzo di vetro sono stimati uguali.

(Mahâbhârata)

Ci sono molte persone assai aggrappate alla loro individualità. Esse desiderano, innanzitutto e soprattutto, continuare a esistere come individui e solo in seconda istanza cercare la verità, dato che non sono preparate a perdere l'individualità. Desiderano conservare la loro identità pur desiderando scoprire la verità. Ma in questo processo bisogna eliminare l'identità in se stessa. Se davvero scoprite che cosa siete, vedrete che non siete individui, non siete persone, non siete corpi. E coloro che s'aggrappano alla loro identità corporea o spirituale non sono pronti per questa comprensione.

Nisargadatta Maharaj

Far piacere a un singolo cuore tramite un'unica azione è meglio di mille teste che si inchinano nella preghiera.

Mohandas Karamchand Gandhi

Stare attenti vuol dire vivere nel momento presente, non essere imprigionati nel passato e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero non accadere. Allorché siamo pienamente coscienti del momento presente, la vita si trasorma e l'ansia e lo stress scompaiono. Gran parte della vita se ne va nella febbrile anticipazione delle cose da fare e nella conseguente sospensione d'animo. Dovremmo imparare a fare un passo indietro nella libertà e possibilità del presente.

Bede Griffit

Coloro che vedono tutte le creature in se stessi e se stessi in tutte le creature non conoscono paura. Coloro che vedono tutte le creature in se stessi e se stessi in tutte le creature non conoscono dolore. Come può la molteplicità della vita ingannare coloro che ne ravvisano l'unità?

Isha Upanisha

«Il mio cuore è frenetico e nella mia anima rivelo ciò che è nascosto: sono immerso in quell'immensa beatitudine che oltrepassa ogni piacere e dolore».

Kabir

Io sono il calore; io elargisco la pioggia e la trattengo. Io sono l'immortalità e la morte. Io sono ciò che è e ciò che non è.

Bhagavad Gita IX, 19-

Quando siamo saldamente radicati nella nonviolenza, tutti gli esseri intorno noi cessano di provare ostilità;
quando siamo saldamente radicati nella veridicità, l'azione ottiene il risultato voluto;
quando siamo saldamente radicati nell'integrità, tutte le ricchezze si offrono spontaneamente;
quando siamo saldamente radicati nella castità, si genera la potenza sottile;
quando siamo saldamente radicati nel non-attaccamento, comprendiamo la natura e lo scopo dell'esistenza.

Patañjali, Yogasûtra

Dovresti aver paura dell'ostilità che hai dentro di te e difenderti da essa: nei momenti catastrofici taglierà più a fondo della lama del vasaio.

Tirukkural, LXXXIX, 883

Così come un cristallo riflette gli oggetti che gli sono prossimi, così il volto riflette i moti del cuore. C'è forse qualcosa di più espressivo del volto? Se il cuore è felice o irato è il volto a manifestarlo per primo.

Tirukkural LXXI, 706-707

Che io possa star sempre lontano dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dalla grandezza che non s'inchina di fronte ai bambini.

Kahlil Gibran

A quel tempo non c'era esistenza né non esistenza; non c'erano i mondi né il cielo. Non c'era alcun aldilà. Non c'era morte, né immortalità e il giorno non era distinto dalla notte. Quell'uno respirava senza fiato, nel suo isolamento. Oltre a Quello non c'era niente. L'oscurità era avvolta nel buio. Tutto era un'unica acqua, senza alcuna distinzione. Era inattivo, coperto dal vuoto. Quell'uno divenne attivo per la potenza del suo stesso pensiero. Affiorò per prima cosa il desiderio, il primo seme della mente. I veggenti hanno colto nell'estasi meditativa il collegamento fra l'essere e il non essere. Tutti i gli dei sono posteriori a quest'attività creativa. Allora chi sa donde tutto ciò sia venuto all'essere? Donde sia venuta questa creazione, se sia sostenuta o no, chi la stia governando dal più alto dei cieli? Lui forse lo sa o forse non lo sa!


Rig Veda X, 129

L'ego e lo spirito abitano come amici intimi nel medesimo corpo, come due uccelli dorati appollaiati sullo stesso albero. L'ego mangia i frutti dolci e amari dell'albero, mentre lo spirito osserva con distacco. Perciò finché ti identificherai con l'ego, proverai gioia e dolore. Ma se ti renderai conto di essere lo spirito, la scaturigine stessa della vita, sarai libero dalla sofferenza. Andrai oltre la dualità e vivrai in uno stato di unità.


Mundaka Upanishad, III, 1

Non può esserci continuità nell'esistenza. La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro. Ma una tale identità è impossibile, dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano. La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria, pure proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci alcun modello. Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente. In realtà il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro. Sono modi della percezione, ma non sono gli unici. Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta; la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione. Tutta l'esistenza è immaginaria. Il tempo è infinito, benché limitato, l'eternità avviene nello spaccato del momento presente. La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro e non si ferma a mettere a fuoco il presente. Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.

Nisargadatta Maharaj

I grandi insegnamenti, all'unanimità, danno risalto al fatto che tutta la pace, la saggezza e la gioia dell'universo sono già dentro di noi; non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle. Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi, non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo; dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c'è già qui, che cosa siamo già, non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori. Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicemente come esserci, identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare: identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo e darsi il coraggio di arrestarle tutte. A poco a poco, in profondità dentro di noi, il diamante si lustra, gli occhi si aprono, l'alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già. Tat twam asi: Tu sei quello!

Bo Lozoff

Una giovane donna che deve sposarsi è in cammino attraverso la foresta. Com'è naturale, i suoi pensieri vanno allo sposo, all'aspettativa felice della sua vita futura, quand'ecco che, all'improvviso, una tigre le si para dinanzi sul sentiero. Dove vanno a finire allora i suoi sogni, le fantasie, i progetti? Il pensiero è uno scavatore di tombe, che fruga nel cimitero del passato in cerca di vecchie ossa da rodere, o che fabbrica in aria castelli che nessuno abiterà mai. Perciò sia benvenuta la tigre sul sentiero.
H. W. L. Poonja

Qualunque cosa sia ciò che ha fatto di questa terra la base, del mondo la sua vita, del vento il suo pilastro, che ha arrangiato il loto e la luna e coperto tutto quanto con le pieghe del cielo, celando se stesso dentro, quel mistero indifferente alle differenze io prego, O Ramanatha.

Devara Dasimayya

«Nell'immensità della coscienza appare una luce, un puntolino veloce che traccia forme, assembra pensieri e sentimenti, idee e concetti, come la penna sul foglio. Tu sei quel puntolino, e muovendoti ricrei ogni volta il mondo. Ti arresti, e il mondo scompare. Va' dentro, e vedrai che quel punto luminoso è l'"io sono", come il riflesso nel corpo dell'immensità della luce. Solo la luce è, tutto il resto appare».

Nisargadatta Maharaj

 

 

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