Come vampiri di emozioni ci nutriamo,
mordendo il collo della vita amata,
l’un l’altro.
Morsi infiniti alla deriva dell’essere
in cerchi perfetti d’unione dei corpi

un unico respiro
un unico alito di gioia
un'unica vita

come vampiri di vita ci attorcigliamo,
inseguendo l’illusione di noi stessi,
mordendo il cuore amato,
facendolo a volte soffrire,
accarezzandolo subito dopo,
pompando linfa emotiva su canali privilegiati,
versando lacrime sognanti,
su orizzonti blu di tenebra liquida,
cercando quel calore che solo insieme
sappiamo donarci.

 



Vampiri

IL VAMPIRO
da "I Fiori del male"
di Charles Baudelaire

O tu che come un colpo di coltello
mi penetrasti nel cuore gemente;
tu che venisti, pari ad un drappello
di demoni, ad assiderti, demente
e adorna, sopra il mio spirito prono,
facendone il tuo soglio e il tuo guanciale,
essere infame a cui legato sono
com’è legato ai ferri il criminale,
lo strenuo giocatore alla roulette,
l’ubriaco alla bottiglia di borgogna,
all’abbraccio del verme la caroga,
che oggi e sempre tu sia maledetta!
Quante volte alla spada agile ho chiesto
che mi cavasse alfin di prigionia,
e ho chiamato il veleno funesto
in soccorso alla mia vigliaccheria.
Tutte le volte, ahimè, presi di sdegno,
spada e veleno m’han così parlato:
“ Stolto, che vuoi da noi? Tu non sei degno
d’esser dai lacci suoi disviluppato.
Ché, seppur soccombesse al nostro tiro
la tiranna al cui reo giogo soggiaci,
tu risusciteresti coi tuoi baci
la salma esanime del tuo vampiro!”



MAGICA NOTTE
di Lestat

Magica la notte
perché non puoi essere mia
perché non posso essere tua
magica notte!
Voglio essere tua
devi essere mia
voglio respirare i tuoi profumi
voglio drogarmi delle tue essenze
sarò mai tua?
O sarò per sempre prigioniera del sole?
Voglio ascoltare le tue storie
voglio esplorare le tue ombre
rendimi partecipe di te
voglio essere parte di te
voglio diventare tua figlia
mandami una tua creatura
principe della notte
cosi potrò assaporare il sangue della notte
non lasciarmi schiava del sole.


L'APPRENDISTA DI ASTERIONE
di Fernando Pessoa

Furtiva mano di un fantasma occulto
fra le pieghe del buio e del torpore
mi scuote, e io mi sveglio, ma nel mio
cuore notturno non trovo gesto o volto

Un antico terrore, che insepolto
porto nel petto, come da un trono
scende sopra di me senza perdono,
mi fa suo servo senza cenno o insulto.

E sento la mia vita di repente
legata con un filo di Incosciente
a ignota mano diretta nell'ignoto.

Sento che niente sono, se non l'ombra
di un volto imperscrutabile nell'ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.



La mia fonte avvelenata

Tu lo sai
che io prendo senza chiedere,
rubo
perchè questa è la mia vita.
Semplice e crudele quanto vuoi
io lo farò ancora
e tu lo sai.
In un attimo
o in un millennio
renderò atroce il tuo tormento.
Non ti lascerò la pace
non ti lascerò la brace
di quel fuoco che hai acceso
perchè ancora credi
basti a scacciarmi via da te.
Sarà eterno il Mio diletto
mentre tu gridi ancora
sconquassando con i pugni
quel tuo bel petto.
Non puoi fare molto
ormai, io ti ho scelto,
questo lo sai.
C'è un incontro che ho creato
solo per te
solo per me
con legami indissolvibili
fili duri, indelebili.
Ho tracciato con il sangue
il sentiero che percorro e che
notte dopo notte
continuerà a condurmi da te.
Lentamente o con la furia
la tua porta è solo mia
la tua casa mia dimora
la tua carne mia vittoria.
Questi bianchi denti aguzzi
ora urlano sulle mie labbra
reclamando il trofeo
che col tempo
han conquistato.
C'è il mio marchio
sul tuo cuore
ed io seguiterò ad imprimerlo
anche sulla tua pelle,
quel velo dolce amaro
che pretende di difendere
il tuo sangue dal mio palato.
E' impossibile e lo sa
eppure
tenta sempre
tenta ancora
come l'eroe che cade
dalla torre sulla fortezza
gridando il nome
per cui ha lottato
e per il quale ora sta morendo.
Sarai questo se lo vuoi
il mio eroico giocattolo
la mia vinta preda senza morte
la mia fortezza inespugnabile
senza porte ed inferriate
il mio angelo ribelle incatenato
il mio nemico
fonte stessa del mio sostentamento.
Questo sarai
che tu lo voglia oppure no.
La Fonte Avvelenata
alla quale ogni Notte
tornerò ad Abbeverarmi.





Qualche volta i cristalli sospirano
Sibilando lettere,
una favola
antica come i miei
rimorsi.
Le mie ramificazioni
spezzate
rimetteranno
la tua
sapienza
in un vaso di coccio
e in una maschera di bronzo.
Rozzo, giustificare i tuoi
corruttibili
molteplici gesti
inutili
Hai violentato
le mie decisioni,
deturpato chiacchiere
per sovrastarmi
Qualche volta sanguinare
è segno di essere vivo,
a me non importa
dimostrarlo,
ma sangue non ho più,
me l’hai succhiato tu